L'artista
Wes Wilson è stato un protagonista del movimento dei poster psichedelici di San Francisco, trasformando la pubblicità dei concerti in vera e propria grafica da collezione. Negli anni Sessanta, periodo rock e rivoluzione culturale, Wilson si distinse per il trattamento della scrittura come elemento plastico, capace di muoversi nello spazio visivo con ritmo e energia.
La sua ricerca fonde le curve ornate dell'Art Nouveau con la forza immediata della serigrafia di metà secolo, contribuendo a definire il linguaggio visivo dei poster rock dell'epoca. L'eredità di Wilson continua a influenzare il design dei poster ed è molto apprezzata dai collezionisti di poster di artisti famosi
L'opera
Realizzato nel 1966 per il Fillmore Auditorium, questo poster dei Jefferson Airplane nasce in un momento in cui i manifesti non erano meri annunci ma simboli di una controcultura in crescita. Erano inviti a eventi dove musica, arte e cambiamento sociale si intrecciavano, esposti con orgoglio come distintivi d'appartenenza nella comunità.
Scegliendo i Jefferson Airplane, una delle band più influenti del periodo, il progetto di Wilson cattura l'essenza della scena rock di San Francisco. Il poster si conserva come un manufatto culturale che documenta l'energia del live e l'etica degli anni Sessanta per le generazioni successive.
Stile e caratteristiche
Il poster vintage è caratterizzato da una tipografia che si avvolge e si incastra, riempiendo la composizione e creando un ritmo visivo ipnotico. La tavolozza è audace e ad alto contrasto, con verdi e arancioni vividi tagliati da spazi più chiari, ottenendo un effetto quasi pulsante.
Le campiture piatte e i contorni netti richiamano la tecnica della serigrafia, mentre la densa sovrapposizione delle lettere rende la lettura parte integrante dell'esperienza visiva. Il tono è elettrico e immersivo, esempio emblematico del graphic design psichedelico. Scopri altri pezzi nella sezione poster musicali
Nell'arredamento d'interni
Questo poster dei Jefferson Airplane porta energia dinamica in sale d'ascolto, studi, corridoi o soggiorni dove la grafica audace vuole farsi notare. Le tinte vivide si sposano bene con pareti neutre, legno caldo e dettagli neri, lasciando i colori protagonisti senza appesantire l'ambiente.
Inserito in una parete a galleria, completa opere di metà secolo e pezzi della controcultura, assumendo il ruolo di centro tipografico di grande impatto. È particolarmente apprezzato dai collezionisti di poster vintage e si abbina a selezioni di poster verticali e di opere dai toni arancioni
